A proposito della morte di Papa Luciani e altro...
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Mi sono preso un po’ di tempo per riflettere sulle vostre domande, in modo da poter esprimere in modo ponderato le mie opinioni ed altrettanto serenamente, difendermi da alcune accuse e critiche che in questi ultimi mesi mi sono state rivolte. Rispondo solo ora perché non volevo banalizzare nelle risposte, ma desideravo essere concreto, esauriente, per quanto mi è possibile, al fine di poter soddisfare le richieste espresse nelle vostre lettere ed e-mail. Tra le domande che più frequentemente mi vengono rivolte e, dico la verità, mi mettono sempre un po’ a disagio, è quella che mi chiede quale posizione, quale pensiero abbia io sulla morte di Papa Luciani. Prima di tutto, voglio assicurare che Albino Luciani al momento della sua elezione era una persona sana, con qualche piccolo acciacco tipico dell’età, ma non sofferente di alcuna malattia particolare. Il fatto che sia mancato improvvisamente la sera del 28 settembre del 1978, io la giustifico come una fatalità, uno strano scherzo del destino o meglio, dato che siamo Cristiani credenti, un disegno della Provvidenza che, come spesso succede, a noi sembra incomprensibile. Appoggio totalmente la teoria che Luciani possa essere stato colpito da infarto oppure da embolia polmonare senza che nessun “campanello d’allarme”d’allarme lo abbia fatto presagire. Non si tratta di cose rare nella vita umana di ogni giorno. Il figlio di un mio conoscente, persona giovane di 33 anni, senza mai aver accusato nessun disturbo, è mancato l’anno scorso per embolia polmonare, e vi assicuro che risulta non abbia mai sofferto di niente. Il fratello del Papa, Edoardo, ha detto inoltre anche a me, che in famiglia ci sono stati dei casi di morte improvvisa senza alcun segnale particolare che la presagisse. Ma si sa, quando muore una persona qualsiasi, non si va tanto per il sottile e al massimo si fa un’ autopsia; quando la persona è in vista ed è particolarmente apprezzata, è facile fare pensieri un po’ strani. Quindi è preferibile restare lontani da teorie di complotto, che portano a pensare che il Papa sia stato assassinato. La famiglia Luciani, con la quale ho parlato di questa questione, è molto serena al riguardo, tanto è che non ha nemmeno fatto richiesta di un’autopsia che, anche se non rientra nelle consuetudini del Vaticano, avrebbe potuto essere eseguita se richiesta dai parenti stessi. I parenti propenderebbero quasi per un’embolia dato che, al rientro da un viaggio in Brasile, all’allora card. Luciani, era stato riscontrato dal suo oculista di fiducia, un embolo in un occhio, forse causato da un problema di pressurizzazione dell’aereo. Lui stesso disse alla nipote Pia, quasi scherzando, che lo specialista gli aveva detto che se quell’embolo si fosse fermato altrove, sarebbe morto all’istante, senza nemmeno accorgersi. Resta anche il fatto che, nell’appartamento papale, accedessero solo gli strettissimi collaboratori del Santo Padre, gente fidata e di massima stima: le suore e il segretario che si era portato da Venezia, il segretario irlandese di Paolo VI che ha tuttora una grande venerazione per lui, il cameriere personale che fa attualmente la stessa funzione col nuovo papa.. E poi, anche ammettendo che il Papa nuovo, nel giro di pochi giorni, già dalle prime scelte fatte, fosse riuscito a crearsi attorno una grande cerchia di nemici , certo non ci sarebbe stato il tempo materiale per organizzare nel segreto un tale complotto che avrebbe dovuto portarlo alla fine. Inoltre molte delle affermazioni di certi giornalisti su contrasti all’interno del Vaticano vanno ridimensionati, come quella del desiderio di Villot di rimanere al suo posto nonostante la formalità delle sue dimissioni. IL fratello Edoardo dice che il Papa gli aveva detto di aver pregato insistentemente il Cardinale perché rimanesse al suo posto, almeno fino a che non avesse avuto il tempo di pensare chi avrebbe potuto sostituirlo. Certo che quella perdita inaspettata, in un Vaticano, finalmente in vacanza dopo le fatiche del Conclave, ha sconcertato tutti, creando confusione e facendo commettere sciocchezze che poi avrebbero dato adito alle voci più strane. Ma il fatto che il problema di questa morte improvvisa sia stato affrontato in questo modo poco razionale, sostituendo i fogli di lavoro nelle mani del papa con il libro dell’Imitazione di Cristo, l’affermazione che fosse stato il segretario a trovare il papa morto e non la suora, e così via, non significa che dovesse necessariamente nascondere chissà quali segreti e complotti! Dietro c’è solo una Curia molto formalista che non desidera affatto discostarsi dalle sue vecchie regole. Certo che, per fare un esempio, da questo David Yallop, ha avuto buon gioco per il suo libro. La sua bravura nel manipolare questi fatti e le informazioni avute sia dai parenti che da esponenti del Vaticano, gli ha permesso di presentare una sua realtà, in un modo che storicamente appare molto preciso e dettagliato, ma che in effetti è solo una montatura da “fanta-romanzo-giallo-politico” . La sua posizione che esprime in ogni pagina la sua grande stima per un Papa che esalta al massimo , e che contrappone ad una Chiesa malvagia e corrotta al punto di far eliminare il saggio, l’onesto, il riformatore, gli ha permesso di arricchirsi con una vendita straordinaria di questa sua opera. Io sono tranquillo, sereno e deciso nel dire che secondo me il nostro povero Papa, sia morto improvvisamente e naturalmente.
Accuse su di mè...ma sono sereno!
Alcune e-mail che ho ricevuto e qualche articolo di giornale, mi accusano di voler essere un superuomo, quasi un dio, per quanto dico e organizzo tramite il mio sito. Sono accuse che, pur rispettando le opinioni di tutti, non posso accettare. Attraverso Amici di Papa Luciani io non intendo né vantarmi per ciò che faccio, né cercare un mio prestigio personale. Cerco solo di mantenere viva la memoria di questo papa che, anche se è rimasto sul soglio pontificio solo 33 giorni, è stato un grande papa, è piaciuto molto alla gente e ha dato un grande esempio di umiltà, fede, speranza, amore per la Chiesa e affetto per tutte le persone. Ho visto che offrendo notizie sulla sua vita e mantenendo vivo il suo ricordo, presentando le esperienze di chi lo ha conosciuto ed amato, posso dare speranza e sollievo alle persone che sento sofferenti. Non mi sono mai vantato di questo mio lavoro, che faccio perché sento dentro il bisogno di farlo, così semplicemente e tanto meno uso la figura di Luciani per farmi pubblicità. Chi mi conosce mi stima come persona, nella mia onestà e semplicità e non ho bisogno di fare cose straordinarie per farmi amare ed apprezzare dai miei amici. Qualcuno mi ha detto di smetterla, di chiudere tutto , di mettermi da parte perché faccio solo danno. In realtà, anche se la parola “fans” che ho voluto usare per indicare coloro che amano questo papa, la mia associazione non ha nulla a che vedere con il fanatismo tipico di certi simpatizzanti di cantanti , calciatori o quant’altri e questo parlare con moderazione del mio sito non penso proprio che possa portare danni al processo di beatificazione appena iniziato. Io non condivido l’atteggiamento delle persone che si danno da fare in modo esagerato, si agitano e stravedono per una “ beatificazione a tutti i costi”; Il Processo è avviato, gli addetti stanno lavorando in modo serio e impegnato, secondo le regole stabilite dalla Chiesa, molta gente prega; se il Signore desidera che questa persona abbia il riconoscimento della sua santità, farà in modo che se ne creino le condizioni, con buona pace di Luciani che, certamente non avrebbe voluto scomodare tutta questa gente per lui, ma che avrebbe accettato qualsiasi cosa, anche questa, se potesse servire a fare un po’ di bene : “ se questo può fare del bene facciamolo” era solito dire.
Inoltre vi assicuro, che ho la collaborazione della la famiglia Luciani, e non è una copertura il fatto che lo dica o lo scriva. Mi appoggio a loro prima di tutto, perché desidero verificare ciò che inserisco nel sito, sia per amore della verità, sia per evitare loro le sofferenze e gli inconvenienti creati da certi scrittori, per i quali basta fare colpo sulla gente anche se le loro affermazioni non corrispondono alla verità. Non mi permetterei mai di scrivere qualcosa che non avesse la loro approvazione. E la loro accoglienza è talmente calda ed affettuosa che mi sento ormai quasi come un membro della loro famiglia.
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