La famiglia Luciani
|
|
|
|
L'autore con Edoardo e Antonietta Luciani (foto scattata il 13/04/02) |
|
|
Giovanni, il padre di
Albino, dalle prime nozze con la cugina Rosa, aveva avuto due figlie,
ambedue sordomute. Così, dopo la morte della prima moglie, Bortola, la madre
di Albino, si trova a sposare un vedovo che ha già due ragazze da crescere,
Amalia e Pia. Mentre Amalia muore in giovane età, Pia, intelligente, buona e
laboriosa, nonostante il suo handicap, aiuta la nuova madre ad accudire i
tre figli che nasceranno dal nuovo matrimonio: Albino, Edoardo e Antonia.
Entrata poi nel convento di clausura all’interno del Cottolengo di Torino,
riesce ad assistere a Roma alla consacrazione a vescovo del fratello, per un
permesso speciale, concessale dal Papa. Di lei Albino avrà sempre un caro e
dolce ricordo. Edoardo studia , prende il diploma di maestro e , al suo ritorno dopo sette anni di servizio militare, guerra in Libia compresa, insegna successivamente in diverse scuole della valle. Si forma una famiglia con una maestra originaria di Treviso, Antonietta, e cresce 10 figli (ora vanta anche 23 nipoti!) , mentre, mettendosi al servizio della collettività straziata dalla guerra, ricopre per numerosi anni la carica di sindaco a Canale. Diverso per carattere da Albino, sarà sempre molto legato al fratello maggiore da un rapporto che non è solo fraterno, (Albino si sente grande e protettivo, nei confronti dei fratelli minori, specialmente quando il papà è al lavoro all’estero), e che col tempo diventerà anche una bella e profonda amicizia. Antonia, chiamata da tutti Nina, la più giovane, fa un’esperienza di lavoro in Svizzera, come la maggior parte delle ragazze della valle, sposa poi un operaio di Santa Giuliana di Levico, in Valsugana, dove andrà ad abitare. Dall’unione nascono due figli: Roberto e Lina. Nina, la piccola, si sentirà sempre molto legata al fratello Albino, che considera anche un grande consigliere.
|
|