Residenza Sanitaria Assistenziale
Giovanni Paolo I° - Seriate (Bergamo) 25-10-2003
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Sabato 18 ottobre, in una bella giornata di sole, anche se fresca per le prime temperature invernali, nella cittadina di Seriate in provincia di Bergamo, poco lontana da Sotto il Monte, paese del tanto amato Papa Giovanni, veniva inaugurata la RSA - Residenza Sanitaria Assistenziale, dedicata a Papa Giovanni Paolo I°. Dopo anni di ideazioni, progetti, lavori, alla presenza di tutta l’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Marco Seriana, del presidente della regione Lombardia, e di un folto pubblico, l’arciprete Mons. Ferdinando Cortinovis, finalmente ne ha benedetto la realizzazione. La residenza, costruita per soddisfare le esigenze di circa 60 persone non autosufficienti, è all’avanguardia per le numerose nuove tecnologie e gli spazi utili per questo tipo di persone. Camere a due letti con servizi privati; piccole cucine in ogni piano per il fabbisogno giornaliero dei momenti di relax; grande sala da pranzo con relativa cucina dotata delle ultime innovazioni. Palestra, sala del parrucchiere, ed altri luoghi di incontro, come l’area esterna, adibita a parco, in fase di ultimazione. La struttura, che è costata circa 8 mld delle vecchie lire, ha in cantiere, di fronte a questa struttura, anche la costruzione di circa una decina di mini appartamenti per coppie autosufficienti, che potranno accedere a tutti i servizi della nuova RSA.
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All’inaugurazione, non solo ero presente come rappresentante di “Amici di Papa Luciani”, ma ero anche latore dei saluti, dell’apprezzamento, e delle felicitazioni della famiglia Luciani, nessun componente della quale, per impegni precedentemente assunti, aveva avuto la possibilità di presenziare. Nell’occasione, invitato ad esprimere qualche considerazione nei confronti dell’Opera, ho voluto mettere in risalto la felice scelta della dedica, dal momento che Albino Luciani era sempre stato molto vicino alle persone che soffrivano, e che anche oggi, dopo tanti anni dalla sua morte, molte persone malate e sofferenti, lo pregano per essere aiutate dalla sua intercessione. Con grande emozione ho eseguito il taglio del nastro e lo scoprimento della targa in marmo, posta all’ingresso della struttura. Il rinfresco finale mi ha permesso di scambiare qualche battuta con i numerosi presenti e di cogliere, dalla responsabile delle Acli della zona, la motivazione della scelta della dedica: anche qui come in molti altri paesi, l’amore e la devozione nei confronti di Papa Luciani è sempre presente e, col passare del tempo, sembra aumentare anziché diminuire. Così la targa ricordo che mi è stata donata nell’occasione, e che ho portato a casa con vera gioia, mi è particolarmente cara.
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